MATERNITÀ: IL CONGEDO SI “ALLUNGA” DI TRE MESI. LA NUOVA NORMATIVA

Qualcosa si muove per venire incontro alle esigenze delle famiglie con figli. Si allunga di 3 mesi il periodo di congedo per maternità, mentre viene fissata a 10 giorni l’indennità di paternità. 

Sono previste, dunque, maggiori tutele per i neo-genitori sia che siano lavoratori dipendenti, autonomi o professionisti. Si tratta di due decreti legislativi che recepiscono le direttive Ue in materia, avanzati dal ministro del Lavoro.

Tra le principali novità:

  • per i lavoratori dipendenti i mesi di congedo parentale indennizzati (nella misura del 30%) passano da 6 a 9 e aumenta da 6 a 9 anni l’età del figlio entro la quale i genitori, anche adottivi e affidatari, possono fruire del congedo parentale, indennizzato nei termini appena descritti;
  • per i professionisti e i lavoratori autonomi, è esteso, in caso di gravidanza a rischio, il diritto all’indennità giornaliera anche per periodi antecedenti ai due mesi prima del part;
  • stabilito il congedo obbligatorio di 10 giorni lavorativi per il papà nel periodo che va “dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino”.

Nei decreti legislativi ci sono altre tutele, tra cui l’estensione del diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, anche per gli eventuali periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio. 

Inoltre, in presenza di figli e figlie fino a 12 anni l’accesso allo smart working deve essere facilitato dai datori di lavoro pubblici e privati e senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. 

Stessa priorità per i lavoratori che siano prestatori di assistenza (caregiver).

Nel decreto sono state fissate anche le sanzioni per i datori di lavoro che ostacolano: la fruizione del congedo di paternità obbligatoria;  i diritti e le agevolazioni in favore della genitorialità, di ottenere la certificazione della parità di genere se hanno adottato tali condotte nei due anni precedenti la richiesta della certificazione stessa. 

Il primo decreto legislativo è emanato in attuazione della direttiva (UE) 2019/1158 “relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza”.

Il secondo decreto legislativo approvato dal Governo, emanato in attuazione della direttiva (UE) 2019/1152 relativa a “condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea”, disciplina il diritto all’informazione sugli elementi essenziali del rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro e la relativa tutela.

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