MINI CALL VELOCE: IL PARADOSSO DEL SOSTEGNO, LA TRANSUMANZA E LO SFRUTTAMENTO DEI PRECARI

In attesa degli esiti definitivi della procedura di assunzione detta “mini call veloce”, a seguito della riapertura della scelta sedi per le rettifiche della mappa dei posti in alcune regioni, pubblichiamo alcuni dati “commentati”.

Sostegno nella scuola secondaria di II grado: zero posti per il secondo anno consecutivo. 

Sostegno nella secondaria di I grado: 59 POSTI. Soltanto in Sardegna, per gli 11 posti disponibili di ADMM sono state presentate più di 700 domande. 

Sostegno nella scuola primaria:  più di 6833 posti, di cui 3.653 in Lombardia. Migliaia di posti resteranno vuoti .

Aspettiamo di conoscere il numero dei posti rimasti vuoti per la scuola primaria e il numero complessivo dei posti rimasti vuoti dopo le immissioni in ruolo ordinarie da GAE e GM per posti comuni e sostegno. Purtroppo la pubblicazione completa e tempestiva dei dati è un altro punto dolente del MIM.

Un disallineamento che pare irrimediabile, non più e non soltanto tra posti e graduatorie esaurite (al nord) e graduatorie ricche di “capitale” umano (al sud), ma anche tra i vari ordini di scuola e, forse, tra fabbisogno reale di docenti di sostegno e posti banditi per i percorsi di specializzazione.

Non dimentichiamo che il grosso dei posti di sostegno sono POSTI IN DEROGA, grazie all’antica e ineffabile distinzione tra organico di fatto e organico di diritto, costruzione machiavellica che riesce finanche a rendere inapplicabile le leggi sulla formazione delle classi. Questi posti non possono essere utilizzati per le assunzioni o per la mobilità, ma soltanto per la mobilità annuale e le supplenze.

Allora il MIM escogita la procedura della “CONTINUITA” al fine di dare sostanza ad un’altra parola “vuota” della normativa italiana, ma a costo zero: continuità si, ma garantita da supplenti. 

Allo stesso tempo, coloro che per il miraggio del ruolo sono finiti lontano a casa, non possono aspirare al trasferimento definitivo, ma possono sperare annualmente nella roulette delle assegnazioni provvisorie: altro regalo fatto alla “discontinuità”. 

Il quadro che ne viene fuori è quello di “un settore in crescita con alte potenzialità di occupazione”. Le migliaia di posti a T.D. alimentano l’illusione che con il sostegno si lavori, il che, a sua volta, alimenta il mercato dei titoli di sostegno.

Nasce, così, il progetto INDIRE che prevede la formazione di più di 50.000 docenti.

Ai TFA che sovvenzionano gli atenei pubblici, quest’anno si è aggiunta la sovvenzione all’INDIRE, che ha incassato somme importanti con le sole domande di iscrizione ai corsi. Il 4 luglio erano state presentate già circa 53.000 domande al costo di 116 euro l’una per un totale di incassi di circa 6 milioni di euro, ma i termini per la presentazione delle domande sono scaduti l’8 luglio: 6000 posti per i “triennalisti” e altri 6000 posti per gli specializzati all’estero

I posti dei percorsi “abbreviati” però si moltiplicano, se consideriamo quelli attivati dagli atenei pubblici e telematici in convenzione con INDIRE, altro che le centinaia di posti per i percorsi ordinari affidati alle sole università pubbliche: 20.700 posti solo per i docenti con tre anni di servizio, cui vanno aggiunti  quelli per gli specializzati all’estero. 

Ricordiamo che a questi percorsi sono stati costretti ad iscriversi anche coloro che si sono specializzati all’estero ma ai quali il MIM, in contrasto con accordi comunitari, rifiuta di riconoscere il titolo. Una prassi illegale e tutta italiana, ma che adesso paga in quanto tutti costoro, oltre alle migliaia di euro spesi per specializzarsi all’estero, devono regalare all’INDIRE o ad altri atenei  altri 1000 – 1500 euro.

Quali sono, dunque, i veri esiti di questa procedura “straordinaria” di assunzione ? Da un lato incoraggia la transumanze di manodopera a basso costo (le maestre e i maestri della scuola primaria), dall’altro foraggia il mercato dei titoli. 

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